Un sogno o un’intuizione?

Ma cosa sarà mai un sogno? Qualcosa di reale, uno stato della nostra mente o ancora, un richiamo dell’anima, un’intuizione? Che differenza ci sarà poi tra un sogno e un’intuizione?

I sogni sono le rappresentazioni mentali. (Vasugupta)

Un sogno può avere la connotazione temporanea, in base alle mode, alle tendenze, alle culture, e magari sono desideri dettati dal momento. A volte restano impressi nella mente come appiccicati addosso, e magari nella mente si ripetono continuamente, ossessionanti e forse tolgono anche il sonno, o peggio ancora, conducono a scelte sconsiderate. Si deve raggiungere quel sogno a tutto i costi! Quali costi? E così, spesso offuscano la mente facendo dimenticare la realtà delle cose.

L’intuizione è un sapere non acquisito ma innato sin dalla nascita

L’intuizione  è invece un “entrar dentro con lo sguardo”, un richiamo, una voce interiore, un messaggio unidirezionale che fondamentalmente non cambia nell’arco della vita. Possibilmente un messaggio che non viene colto al momento, presi come già detto dalle distrazioni dell’ambiente circostante, dai mass media, dalle mode. Un messaggio che, con il passare degli anni, resta per lo più invariato dalla sua sorgente e a volte, se si è coraggiosi di ascoltare e accogliere, può essere realizzato a nostro ed altrui benessere. Per lo più si pensa sia una fortuna, ma nulla è fortuna o sfortuna nella vita. Gli insegnamenti antichi, soprattutto orientali, sono molto chiari al riguardo: ognuno è al 100% responsabile della propria vita.

Con questo blog si realizza così uno dei miei tanti messaggi, un richiamo dell’anima mia che già sentivo in giovane età: “il desiderio e a volte il bisogno di scrivere”! Molti anni fa mi fu prospettato che un giorno avrei scritto addirittura un libro e che il contenuto sarebbe stato qualcosa di completamente diverso da quello che mi passava per la mente in quegli anni. Ne fui estremamente felice, il mio sogno si sarebbe infine avverato.  Ricordo anche che con un mio caro amico, quello del cuore, ci scrivevamo lettere a puntate, lunghe pagine, piccoli romanzi. Da qualche parte nella mia cantina giace una valigetta in vimini che un giorno fu una mia borsetta “trendy”, piena di lunghe lettere. Inoltre, in giro per casa, ho ancora molti diari, lettere mai inviate e quant’altro. Sfogavo le mie emozioni con la penna, già ai tempi si scriveva e cancellare era particolarmente difficile, oppure bisognava strappare le pagine. Per lo più scrivevo di getto e lasciavo la traccia sui fogli. Scrivere è sempre stato molto importante per me, anche oggi mi trovo a scrivere molto, e preferisco la scrittura alla telefonata, infatti ogni tanto mi viene un po’ rimproverato. Mi piace, a questo proposito, la frase “esaminate ogni cosa e trattenete ciò che è buono” di Paolo di Tarso, proposta nella prima pagina del profondo libro di Enzo Quarto “La Comunicazione è Relazione” (Gelsorosso 2016):

Ritengo che la scrittura, in un primo momento, permetta di esprimere ciò che passa per la mente e poi rileggendo, si possono apportare le dovute correzioni utilizzando un linguaggio adeguato, positivo, esente da giudizi, con un’espressione più serena, evitando gli stati emotivi, le reazioni, per trasmettere-comunicare, mettendo in relazione un’idea o un concetto.

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